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Intervista a Francesco Benigno

A 20 anni dal suo debutto... Francesco Benigno ci racconta tutto!




Dodicesimo di tredici figli, Francesco Benigno vive la sua infanzia già da adulto per necessità e abbandona presto gli studi per lavorare con il padre al mercato ortofrutticolo di Palermo. Il debutto nel mondo del cinema avviene per caso: accompagna un suo caro amico ad un provino per il film “Mery per sempre” (1989), dove viene notato dal regista Marco Risi, che gli chiede di recitare alcune battute, decidendo poi di inserirlo nel cast del film. Inizialmente il regista gli assegna la parte di Pietro, che poi però andò invece a Claudio Amendola, e così toccò a lui interpretare la parte di Natale. Interpreterà così il personaggio di Natale, ruolo ricoperto anche nel sequel del film,“Ragazzi  fuori” (1990). Dopo l’inaspettato successo degli esordi, determinato a trovare spazio nel mondo dello spettacolo, si trasferisce a Roma, faticando in un primo momento a slegarsi dal personaggio del “siciliano”. Finalmente con il tempo arriva qualche parte, in film di discreta rilevanza: “Vacanze di Natale ’91” (1991), “Ultimo Respiro” (1992), “Anni ’90”(1992), “Anni ’90 parte II” (1993) e “Palermo-Milano,  solo andata” (1995). Dopo una parentesi teatrale (con due opere risalenti al 1992 e al 1994), parallelamente alla carriera cinematografica si è sviluppata per l’attore quella televisiva, predominante di recente, con numero di gettoni di presenza in svariate serie di fiction (“Un Posto al Sole”“La Squadra”) e Film TV (“La Piovra 7”, i vari “Ultimo”“Ultimo 2, la sfida”“Ultimo 3, l’infiltrato” e “Donne di Mafia”). Inoltre Francesco è molto legato alla sua splendida famiglia: è padre di due figli, Giuseppe (avuto dal primo matrimonio) e Manuel (l’ultimo), e per completare il quadro la sua compagna Sonia, da tanti anni ormai al suo fianco. Sensibile ai temi sociali e dell’infanzia, nel 2008 ha aderito, insieme ad altri volti noti del mondo dello spettacolo e dell’arte, alla campagna “Giù le mani dai bambini” (contro la somministrazione disinvolta di psicofarmaci ai minori). Nel 2005 Benigno ha partecipato alla seconda edizione del Reality-show La fattoria (condotto da Barbara D’Urso e andato in onda su Canale 5). Oltre all’attività di attore, comunque, Francesco svolge anche quella di cantante, incidendo alcuni cd musicali, cantando in dialetto napoletano. Nel 2007 partecipa insieme ad altri attori di“Mery per sempre” al videoclip della canzone “Pensa” di Fabrizio Moro, vincitore di Sanremo giovani (il video è stato diretto da Marco Risi). Nel 2008 partecipa come regista e vince il Grifone D’argento al Giffoni Film Festival nella sezione “Trouble gaze” come Miglior Cortometraggio, che racconta gli anni della sua infanzia, dalla morte della madre alla sua fuga da casa. Altre a questo importante premio, molti sono stati in questi anni i riconoscimenti conferiti a Francesco Benigno: “Efebo D’oro” per il film “Mery per sempre”(1988), “Ciak d’oro” come migliore Attore in “Ragazzi fuori” al Festival Venezia 1990, “Premio Piper” (1990), come Miglior attore in “Ragazzi fuori”, “Chiave D’oro Chianciano Terme” per il film “Anni 90”, “Premio Pasquino D’oro” a Roma (2001) , “Torre D’argento” come Migliore attore di fiction TV (2002), “Premio Aragonese” (2005), Leone D’argento” (2008), come Miglior siciliano che si è distinto nel mondo.




Intervista:

Adele Consolo: Francesco, come tutti sanno, tu sei originario di Palermo… con la tua famiglia vivi ancora in Sicilia? O ti sei trasferito definitivamente a Roma?

Francesco Benigno: Si, io sono di Palermo, ma ormai da 20 anni vivo a Roma. Nella Capitale vivo con la mia attuale compagna, con cui stiamo insieme dal ’92 e spero che lei diventi presto mia moglie… Sono padre di due figli… e vengo già da un precedente matrimonio.

A.C.: Quest’anno cadrà il 20ennale della tua carriera… sono passati 20 anni dal tuo esordio nel cinema… ti senti di fare un bilancio della tua carriera?

F.B.: Si, posso fare un bilancio positivo, se ripenso da dove sono partito, dalle mie origini modeste… pensando che alla mia giovane età mi ritrovo già alle spalle ben 39 film, importanti e che mi hanno procurato anche molti riconoscimenti!… Posso dire di essere contento ed orgoglioso di quello che sono riuscito a fare… e la cosa più assurda è che io ricevo spesso premi anche quando non lavoro! Perché in fondo, rispetto a tanti altri, io in tv o sui giornali appaio veramente poco! Eppure ancora adesso, a distanza di anni, su facebook mi fanno ancora tanti complimenti per i miei primi film… perché ad esempio“Mery per sempre” e “Ragazzi fuori”, sono film che sono stati seguiti da ben tre generazioni, diventando dei veri e propri cult!

A.C.: Com’è iniziata la tua carriera? Il tuo sogno di bambino era quello di fare l’attore?

F.B.: No, da bambino non ci pensavo assolutamente… E’ successo che in occasione dei provini di “Mery per sempre” ho accompagnato un mio amico, che aveva già fatto una specie d’incontro e che doveva essere rivisto… mi chiese un passaggio e io lo accompagnai col motorino. E lì, tra un provino e l’altro, messo in un angolo ad osservare ciò che accadeva, ho notato il regista Marco Risi che mi osservava con insistenza… e lì pensai, data la mia giovane età: “Ma perché continua a fissarmi così? Secondo me o è gay oppure è matto!…” Poi ha approfittato della mia distrazione di un attimo e me lo sono trovato davanti, chiedendomi cosa ci facessi io là… io dissi che avevo accompagnato il mio amico Stefano, e lui mi rispose: “Ma scusa, visto che sei qua, ti andrebbe di farlo anche tu questo provino?” Insomma… mi hanno dato un paio di pagine, ho fatto una serie di prove di memoria e dopo un po’ sono ritornato dentro l’ufficio, ho fatto il mio provino, mi hanno ripreso con la telecamera, dopo di ché è arrivata una prima telefonata… poi però per questo film all’inizio ci sono stati una serie di problemi, non si sapeva se il progetto potesse andare in porto perché non c’erano i soldi per farlo e non si sapeva se lo facesse Michele Placido o no… Ma per fortuna poi è andata bene ed ha avuto un grande successo, insieme al film “Ragazzi fuori”.

A.C.: A cosa pensi che sia dovuto il grande successo di questi due film?

F.B.: L’argomento era molto interessante, considerando il periodo in cui è stato girato, perché era un periodo (gli anni ’80 e ’90) in cui a Palermo era molto conosciuta per omicidi di mafia… erano anni caldi, anche per quanto riguardava la criminalità organizzata… Entrambi i film trattavano di storie veramente vissute da me e dai miei coetanei… i copioni praticamente erano frutto di interviste che c’erano state fatte ai tempi… Ad esempio la morte del ragazzo soprannominato nel film “King Kong” s’ispirava a un fatto realmente accaduto: un mio carissimo amico, un giorno, dopo aver compiuto un furto, si mise a correre, a fuggire in motorino, e venne raggiunto da un poliziotto, che con ferocia, senza pensarci due volte, gli sparò e gli tolse la vita.

A.C.: Nel 2008 hai avuto un grande successo col tuo ultimo cortometraggio (di cui hai curato anche la regia), che s’intitola “Benigno”, e che ti ha fatto vincere un premio al Giffoni Film Festival… si tratta di una storia autobiografica?

F.B.: Si, parla un po’ della mia storia, in circa 20 minuti di cortometraggio… Io lasciai casa per la prima volta a 11 anni, mia mamma l’ho persa quando ne avevo 9 (morì nel ’76) ed ero dodicesimo di 13 figli. Prima che nascessi io c’erano già 11 figli, con i quali ci differenziamo tutti di circa 1 anno… e all’epoca, sai, non è che era facile portare avanti una famiglia così numerosa… comunque tra noi fratelli ancora adesso siamo molto legati, anche se ormai siamo grandi e ognuno ha preso la sua strada… Bene o male a turno da bambini ci siamo stati quasi tutti in collegio, soprattutto gli ultimi tre figli, io, Maurizio e Gaetano. Io ho vissuto dai 3 anni in poi, tutta la mia infanzia, sino agli 11 anni circa, tra un collegio d’inverno e la colonia d’estate… di collegi ne ho girati tanti (San Martino dalle Scale, Bocca di Falco, Montagnola, Santa Flavia, Bagheria…), mi ci sono trovato tutto sommato bene, non avevo altre alternative, ma di certo ho sofferto per la mancanza della mia famiglia… Io e i miei fratelli ci siamo dovuti adattare a quello che la vita ci offriva… ma le difficoltà che abbiamo affrontato poi ci hanno rafforzato… mi è mancata solo la costruzione di un’educazione, e cioè di una cultura… e dire che io fino alla quinta elementare tra gli alunni ero uno dei migliori, mi impegnavo e promettevo bene! Purtroppo non ho potuto poi continuare, non ne ho avuto la possibilità, e questo mi è dispiaciuto molto… Ho pochissimi ricordi di quel periodo che riguardano momenti trascorsi insieme ai miei cari… ho solo qualche piccola immagine e me la conservo con cura.

A.C.: Nel tuo ultimo cortometraggio ha fatto un ruolo anche tuo figlio… per lui è stato solo un gioco oppure sogna da grande di poter seguire le tue orme?

F.B.: Si, io ho scritto una storia che parla di me, della mia infanzia sino a quando ho compiuto 21 anni… Nel film mio figlio Manuel, che ha adesso 9 anni, ha fatto la parte di me quando avevo 9 anni… vincendo anche un premio nella categoria Eventi, al Festival dello Stretto di Messina… Come esperienza diciamo che per lui è stato un gioco, si è divertito molto con papà a recitare. Comunque, a parte qualche provino per qualche pubblicità ogni tanto o qualche cosa che non incida con lo studio, al momento lui pensa ad altro, ha altre ambizioni… e io sono molto contento se lui può avere quello che non ho potuto avere io… una buona istruzione! E anche la mia compagna a riguardo la pensa come me… Comunque questo corto mi sta andando ancora tante soddisfazioni, perché sono stato chiamato a partecipare ai Festival di tutto il mondo, ad esempio in Svezia, in Albania, in Australia, a Toronto e persino in India…

A.C.: Tua madre l’hai persa che eri molto giovane, che rapporto avevi invece con tuo padre?

F.B.: I miei fratelli più grandi a un certo punto si sono sposati o sono andati per la loro strada e poi siamo rimasti in 4 fratelli a vivere con mio padre… Mio padre aveva un negozio di frutta, lo gestiva insieme a tanti altri soci e io gli davo spesso una mano. Lui era un buon padre, però aveva anche il vizio del gioco… per me diciamo che era come un eroe, a Palermo lo conoscevano tutti come “l’americano”, perché a carte vinceva quasi sempre. Giocando ha guadagnato un sacco di soldi, si è comprato pure tre case, macchine, un villino a Carini! Però spesso chi è vincente nella vita poi quelle poche volte che perde va in crisi… e lì nascevano le tensioni, delle discussioni di rivalsa all’interno delle mura domestiche… che non era facile riuscire a risolvere… Insomma mio padre alternava punte di paternità, di grande istinto paterno, a massime dimostrazioni di egoismo… certo è che davanti a questa situazione che si era creata io a 11 anni circa decisi per la prima volta di scappare di casa… Poi sono stato ripreso dai miei fratelli, che mi hanno riportato a casa… e quella però è stata l’unica volta che i miei sono venuti a cercarmi dopo una mia fuga… Poi ho vissuto per circa 10 anni un po’ da vagabondo e non è stato facile per me, in una città difficile come Palermo.

A.C.: Nel mondo dello spettacolo secondo te ci sono pregiudizi nei confronti degli artisti siciliani? Pensi che il fatto di essere siciliano faccia sì che i registi o chi per loro ti attribuiscano spesso ruoli di cattivo, o sbandato o peggio ancora di mafioso?

F.B.: Si, capita spesso che a noi siciliani assegnino solo ruoli negativi… e questo non è tanto giusto!

A.C.: Negli ultimi anni hai partecipato a varie fiction, oltre che a film importanti, come (“Ragazzi fuori”, “Mary per sempre”, “La piovra”, “Palermo-Milano solo andata”, “La stanza dello scirocco”), hai intenzione di lavorare ancora in altre fiction-tv o preferisci il cinema?

F.B.: Amo entrambi… ho avuto la fortuna di partecipare a tante fiction importanti, tra cui ricordo con piacere “La Squadra”, “Ultimo”, “L’ultimo padrino”, “Occhi verde veleno” Ho preso parte anche a fiction come “Don Matteo” “Un Posto al Sole”… mi è dispiaciuto però che per adesso non mi hanno fatto recitare nella fiction “Agrodolce” sarei tornato volentieri a Palermo,  l’avrei fatto anche per i miei tanti fans che mi chiedono da tanto tempo di tornare a fare qualcosa nella mia terra… La fiction “Agrodolce” mi piace molto, è come se mi appartenesse, ed ho provato di tutto per poterla fare, ma non mi hanno messo nelle condizioni di lavorarci… Vedremo quest’anno se le cose cambieranno e se riuscirò a far parte del cast!… Spero che ci siano più occasioni di lavoro in Sicilia, perché bisogna dare delle chance a chi lo merita, a chi ha un talento artistico da dimostrare…

A.C.: In passato, oltre che in ruoli seri e drammatici ti abbiamo visto anche in ruoli comici, al fianco di De Sica, Boldi, Roncato e Frassica… in film celebri come “Vacanze di Natale ’91”, “Anni ’90 parte I” e “Anni ’90 parte II”… che ricordo hai di queste esperienze? Tra l’altro nel film “Vacanze di Natale ’91” hai anche recitato al fianco del grande Alberto Sordi…

F.B.: Mentre giravo le scene di “Vacanze di Natale ’91” con Alberto Sordi ero lusingatissimo di recitare al suo fianco… ero molto emozionato, ed il fatto di aver lavorato con lui è una cosa di cui ancora adesso vado fiero! E’ stato uno degli ultimi film in cui ha recitato il grande “Albertone”… Comunque mi sono trovato bene anche con gli altri attori del cast: De Sica, Boldi, Roncato e Frassica erano tutti personaggi molto simpatici, divertenti e “a modo”.

A.C.: Tu hai fatto molte esperienze, come attore (in teatro, in tv e al cinema) e anche come regista… ma hai anche inciso vari dischi di discreto successo. Si tratta di una tua seconda passione?

F.B.: Prima di fare l’attore amavo scrivere testi, ne ho scritto circa 100… Ho avuto molto successo soprattutto col primo cd, ma anche con gli altri che ho fatto dopo… A me è sempre piaciuta la musica, quand’ero più giovane facevo anche alcune serate: andavo a cantare nelle piazze o nelle sagre popolari di Palermo e provincia per guadagnare qualche soldo in più. Ad esempio una delle canzoni del mio primo album la cantai nel film “Ragazzi fuori”. Ai tempi l’avevo fatta ascoltare al provino a Marco Risi, gli piacque molto e me la fece cantare nel film: s’intitolava “Dimenticare”, si trattava di un testo autobiografico, scritto da me ed è da subito diventata un successo nazionale. Col primo lp praticamente ho venduto qualcosa come circa 350.000 copie! Una cosa allucinante!!!

A.C.: Hai altri progetti per il futuro?

F.B.: In futuro come esperienze mi piacerebbe continuare a fare l’attore e il regista… Visto l’affetto e la stima manifestatami sia al Festival dello Stretto di Messina sia al Giffoni Film Festival, sulla scia di questa vittoria, ho in progetto di realizzare un lungometraggio. Il mio sogno è quello di realizzare un film autobiografico che sia simile al mio ultimo cortometraggio, “Benigno”, ma che metta anche insieme le storie che abbiamo trattato nei due film “Mery per sempre” e “Ragazzi fuori”. Ho già quasi pronto il testo, ho trovato un cast tecnico d’eccezione, è praticamente tutto pronto… sto solo cercando di sviluppare le forze per poterlo realizzare. Ho avuto anche occasione di mettermi in contatto col presidente della Film commission per la Sicilia, dottor Antonino Rais, che molto gentilmente mi ha accolto telefonicamente e mi ha detto che sarebbe lieto di incontrarmi per parlarne. Spero di riuscire a realizzare, anche grazie a lui, questo progetto a cui tengo molto, che parla degli anni ’70 ma è pur sempre attuale come storia… difatti parlerà di bullismo e della violenza dietro le mura domestiche. Voglio fare questo film soprattutto per dare dei messaggi positivi ai giovani: voglio dire che innanzitutto la violenza dev’essere una volta per tutte abbattuta e  poi che bisogna avere degli ideali, dei valori che ci possano aiutare a vivere, a credere di più nel futuro. E poi col mio film, se riuscirò a realizzarlo, sarei contento di poter offrire occasioni di lavoro ad artisti anche giovani. Vorrei dare un’occasione a tante persone, di poter entrare nel mondo del cinema, visto che i giovani d’oggi purtroppo hanno pochi ideali e poche speranze.

A.C.: Hai già pensato al titolo da dare a questo film?

F.B.: Si, ho intenzione di chiamarlo “Il colore del dolore”… perché credo che tutti i sentimenti dell’animo umano in qualche modo abbiano idealmente un colore. E laddove io in passato ho sofferto, anche nei momenti più bui, ho trovato un colore da dare alla mia vita, per arrivare dove sono arrivato adesso… Comunque, io ancora non mi sento “arrivato”, sono giovane, ho tanta strada da fare e spero di continuare ancora a fare tante altre cose…

A.C.: Tempo fa hai partecipato al Reality “La fattoria”, condotto da Barbara Durso, cosa ti ha lasciato quest’esperienza? Ti è piaciuta o te ne sei pentito?

F.B.: Beh, io al Reality ci sono arrivato quando avevo già la popolarità, avevo fatto molti film, avevo ricevuto tanti premi, quindi il Reality non mi è servito per raggiungere la notorietà, è stato solo qualcosa in più. Mi sono trovato un po’ come un pesce fuor d’acqua, ho notato che tutti già si conoscevano tra di loro… In quella edizione del Reality gli unici artisti eravamo io e Ugo Conti… gli altri erano tutti “tronisti” e aspiranti “veline”, disposti a tutto pur di far parlare di sé! Come esperienza mi è servita economicamente, ma credo che sia stato l’unico “neo” della mia carriera.

A.C.: Cosa ti senti di dire ai giovani che vorrebbero entrare nel mondo dello spettacolo? Quali consigli ti senti di dare basandoti sulla tua esperienza di artista?

F.B.: Soprattutto col mio film, se riuscirò a trovare i fondi per realizzarlo, voglio dare un esempio ai giovani, raccontando la mia difficile storia personale. Io ho dovuto affrontare mille difficoltà, ma mi sono servite per fortificarmi, per imparare quali erano i veri valori della vita, me li sono dovuti inventare da solo. Ai ragazzi d’oggi consiglio di impegnarsi con tutte le loro forze per potersi realizzare: se hanno una grande passione per l’arte o per il cinema, non devono scegliere la strada più facile da percorrere… l’epoca dei “tronisti” e del “Grande fratello” prima  poi dovrà finire!

(26/05/2009)
Adele Consolo

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